Come nasce Surf the Market

Un’idea nata dall’esperienza

Oggi il mercato è sempre più caotico e mutevole. Tutto cambia repentinamente e le aziende rischiano di perdere il senso dell’equilibrio. Da cosa possiamo prendere spunto per migliorare? Dal miglior sistema complesso mai esistito: l’uomo. Pensate al surfista: sta in equilibrio in piedi su una tavola bagnata, spinto da una forza intensa, non pianificabile e mai uguale a sé stessa: l’onda. Come fa?

Utilizza al meglio il sistema propiocettivo. I piedi registrano milioni di dati al secondo (analisi). Questi dati sono inviati tramite il sistema nervoso al cervello che in una frazione minima di tempo elabora le informazioni e capisce cosa deve fare per mantenere il corpo in equilibrio (strategia). Il cervello invia comandi a tutte le parti del corpo che concorrono, in modo armonico, alla postura (operatività). Tutto questo si ripete in modo continuo e ciclico, proprio come nel metodo scientifico.

Il mercato è un oceano mosso da forti correnti. Lo sappiamo. Sta a noi dotarci di nuovi strumenti per non farci travolgere dall’onda. Possiamo gestirla, governarla e, infine, anche divertirci grazie ad essa!

Marketing Scientifico

Sai davvero su cosa puntare per emergere o speri nella buona sorte?

Il marketing è oggi messo alla prova rispetto alla sua capacità di darsi un metodo e un’organizzazione rigorosa, scientifica. In tal senso si muove uno specifico filone di studi e di applicazioni di marketing che ha preso avvio nei primi anni 2000 presso il MIT di Boston e che assume, per l’appunto, il nome di “marketing scientifico” o “marketing contro-intuitivo”. I due autori di riferimento, Kevin Clancy e Peter Krieg, ben prima che qualsiasi segnale di crisi fosse anticipato dagli analisti economici statunitensi e non solo, riflettevano sull’esigenza di accompagnare una crescita di responsabilità del marketing con metodi e strumenti affidabili, per superare quelle scelte che loro definiscono essere mosse dalla pancia o dal testosterone.

Afferma Kevin Clancy: Molta gente si avvicina al marketing pensando che sia una specie di forma d’arte, che sviluppare un grande piano di marketing sia come scrivere una commedia o completare un dipinto. E come molte tele o commedie non hanno nessuna qualità, e così come molti film prodotti non sono belli, lo stesso vale per molti piani di marketing. Quindi abbiamo bisogno di fare qualcosa di differente. Noi non rifiutiamo l’uso dell’intuizione, del giudizio, della creatività, dell’esperienza, ma riteniamo necessario un loro bilanciamento con una rigorosa analisi di dati indiscutibili. Le decisioni istintive non hanno successo per varie ragioni, una di queste perché in ogni circostanza ci sono centinaia, migliaia, decine di migliaia di scelte alternative possibili. Ed estrarre dal cilindro la decisione basata sull’intuizione che porti al successo, da un punto di vista statistico è altamente improbabile